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I'm a Rock'n'Roll Star!!!!!!!!!!!!!!

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Enrico Iacolare

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Oasis Forever!!!!!!!!! I'm madforit!!!!!!!

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OASIS LIVE AL PALALOTTOMATICA, ROMA - 20.2.2009

La mattina era nata da poco quando la mia sveglia aveva iniziato a suonare per ricordarmi l'eccitante giornata che mi aspettava. Preparo tutto l'occorrente per il viaggio che mi avrebbe portato nella capitale per assistere ad un evento memorabile: il concerto degli Oasis.
Partenza alle 8 del mattino da casa per arrivare a Roma alle 11 e 30, una sosta a casa di Eugenio e poi subito in cammino per raggiungere gli studi di Rds dopo esserci affidati alla gentilezza di un tassista, la cui conoscenza della meta era minore della nostra, finché non sbuchiamo in una piccola campagna sperduta, creandoci seri dubbi su dove ci trovassimo e la vista di alcuni ragazzi assediati a gruppi ci hanno tranquillizzato. Per colpire l'attenzione degli Oasis una volta usciti dagli studi, io ed un paio di amici ci siamo portati le chitarre fuori gli studi di Rds, ma purtroppo è stato un tentativo inutile visto che sono usciti in una macchina dai finestrini nerissimi e non si è visto nulla. Pazienza, sono andato lì fuori consapevole di andare incontro ad una cosa simile e mi sarei rifatto al concerto. Le prossime due ore le passiamo nel decidere se andare fuori il loro albergo o se avviarci al Palalottomatica e, visto che ormai si erano fatte le 16, si decide per andare sul luogo del concerto. Una volta arrivati lì, faccio il punto della situazione e mi rendo conto che non è così affollato come credevo per essere le 16 e 30 e le mie speranze di godermi il concerto alle prime file aumentavano sempre di più. Per scacciare la noia, sfoderiamo le chitarre dopo vari convenevoli con alcuni fan ed improvvisiamo un medley di canzoni degli Oasis fuori al Palalottomatica io, Eugenio, Mario e Raffaele e, quando suoniamo "Rock'n'Roll Star", tutti si mettono in silenzio ad ascoltare il mio assolo e sento alcune frasi tipo "Questo tizio è assurdo", "No non ci credo...è uguale" e quando finisco di suonarlo tutti mi applaudono e a fine pezzo Eugenio esclama: "Signori il miglior fan che sappia suonare gli Oasis. E falla vedere questa maglietta degli Oasis", aprendomi il giubbino. E' stato molto emozionante!
All'improvviso, mentre eravamo impegnati a suonare e cantare, si sentono dei rumori violenti provenire non molto lontano da noi e ci rendiamo conto che stanno per aprire i cancelli e così, prestamente, rimettiamo le chitarre nei loro foderi per cercare di raggiungere dei buoni posti una volta entrati dentro. Nel caos, grazie a Dio, io ed il mio gruppo di amici facciamo parte delle prime 50/60 persone che riescono ad entrare nel Palasport e, una volta dentro, faccio una corsa che in tre secondi mi permette di raggiungere il palco proprio sotto la postazione di Noel, rendendomi conto che, rispetto al concerto di tre anni fa, eravamo proprio vicinissimi, eravamo così vicini che stentavo a crederlo ed urlavo a più non posso la mia gioia e la mia euforia per tale fortuna. Verso le 19 e 45 inizia a suonare il gruppo spalla, i Free Peace, molto bravi musicalmente, ma non mi hanno convinto molto dato che i pezzi sembravano tutti molto simili tra loro ed uno sembrava un remake di "Whole Lotta Love" degli Zeppelin. L'esibizione si conclude alle 20 e 30 ed i tecnici partono subito a sistemare tutta l'attrezzatura per la performance degli Oasis.
Alle 21 le luci si spengono, l'intero Palasport si fa sentire e parte la voce che preannuncia il concerto, seguita da "Fuckin'in The Bushes" che vede uscire in scena Liam, Andy, Chris, Gem e Noel, che appena cattura la mia attenzione penso "Oggi sei stato uno stronzo, vediamo se ti fai perdonare" e gli scatti delle migliaia macchine fotografiche illuminano l'intero Palasport.
Parte un'energica "Rock'n'Roll Star" che esalta in maniera giusta il pubblico, che salta a più non posso cantandone i versi, segue "Lyla", con piccoli problemi alla partenza: all'attacco del batterista Noel non suona l'intro di chitarra e si vede Liam che lo manda visibilmente a quale paese. Non mancano i classici come "Cigarettes & Alcohol", "Morning Glory", la dolce "Songbird" e la strappalacrime "Slide Away", il cui attacco ha lasciato di stucco il mio amico Eugenio che ha esclamato "Eeeeeeh addirittura?", presenti anche i pezzi del nuovo album tra cui la psichedelica "To Be Where There's Life" e le travolgenti "Waiting For The Rapture" e "Falling Down" (prossimo singolo della band). Gli Oasis sono al top, molto disponibili e gasatissimi, lo si vede da come si muovono e da come si comportano col pubblico, Liam si mette a parlare con dei ragazzi in prima fila e Noel sorride per le adulazioni da parte di alcuni ragazzi dinnanzi a lui. Il momento più emozionante è stato quando hanno iniziato a suonare "The Masterplan": tutto il Palalottomatica era illuminato solo dagli accendini e, alle prime note del pezzo, tutte le voci si uniscono all'unisono cantando a più non posso il classico di classici del repertorio Oasis, dopo un "Ciao Roma! Buonasera!" da parte di Noel, che saluta gentile il pubblico romano e la folla impazzisce. Un momento indimenticabile, invece, è avvenuto durante "Slide Away" in cui Liam lancia il microfono tra la folla mentre Noel continua a cantare la parte finale del pezzo.
Sono così grandi che durante i ritornelli finali di "Wonderwall" sono scoppiato a piangere mentre cantavo e so che ha avuto lo stesso effetto su migliaia di persone. Per questo gli Oasis sono grandi.
Ad un certo punto, mentre eseguivano "Supersonic", Noel si è avvicinato a noi esponendosi sulla parte più esterna del palco ed è stato maestoso, mi ha lasciato senza parole: è sembrato ancora più grande di quanto lo sia in realtà. Primo break prima di rientrare in scena per eseguire gli ultimi pezzi della serata ed attaccano con una "Don't Look Back In Anger" acustica, molto sweet e Noel gioca un pò con noi prima di chiuderla; si passa poi alla stellare "Champagne Supernova" per cedere il posto alla beatlesiana "I Am The Walrus" che conclude il concerto lasciando molti fan soddisfatti della serata. Poco prima di uscire di scena, Noel scorge un luccichìo sul palco: si cala, prende qualcosa, ringrazia il pubblico e se ne và: era la spilla del Manchester City che il mio amico Eugenio gli ha lanciato sul palco poco prima della fine, quindi se nelle foto future Noel apparirà con una spilla del City, è quella lanciatagli dal mio amico con cui abbiamo scherzato tutto il giorno.
A concerto concluso, sono ancora incredulo su quanto ho appena vissuto, un pò triste consapevole del fatto che il giorno dopo sarei tornato alla normalità di tutti i giorni. Incontro anche Daniele Groff fuori il Palasport, ma non ho il coraggio di andargli vicino. Una grandissima giornata insomma, trascorsa con molti amici all'insegna del rock in compagnia degli Oasis.
GRAZIE DI TUTTO OASIS!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Link dell'album - http://cid-6ff55d482bd98549.skydrive.live.com/play.aspx/.res/6ff55d482bd98549!5323/6ff55d482bd98549!5324?ct=photos

Scaletta:
Fuckin' In The Bushes
Rock'n'Roll Star
Lyla
The Shock Of The Lightning
Cigarettes & Alcohol
The Meaning Of Soul
To Be Where There's Life
Waiting For The Rapture
The Masterplan
Songbird
Slide Away
Morning Glory
Ain't Got Nothing
The Importance Of Being Idle
I'm Outta Time
Wonderwall
Supersonic
Don't Look Back In Anger
Falling Down
Champagne Supernova
I Am The Walrus

Enrico Iacolare






MICHAEL "AIR" JORDAN: LA LEGGENDA CHE HA CAMBIATO LA STORIA DELLO SPORT

Cosa si può dire dei grandi campioni? Solo che lasciano il segno nei libri della storia dell'uomo meglio di tanti uomini che hanno, a loro modo, reso giustizia all'ingegno umano. Ma il mondo è ancora così legato all'antiquariato da prestare attenzione solo a personaggi quali Manzoni, Leopardi, Dante e tanti altri autori della letteratura, anziché rendersi conto di quanto siano grandi uomoni che oggi fanno la differenza grazie al talento, senza una necessaria cultura generale. Ma, purtroppo, per come va' il mondo, bisogna rassegnarsi.
Uno dei tanti uomini che ha fatto la differenza nella storia è il più grande atleta di tutti i tempi: SIGNORI E SIGNORI STO PARLANDO DI MICHAEL JORDAN.
Nato il 13 febbraio 1963 a New York, si trasferisce con la famiglia nel North Caroline dove, grazie al fratellomaggiore, coltiva la passione per il basket. Non eccelle nello studio, che non lo interessa più di tanto e preferisce dedicarsi agli sport: basket e baseball, ma viene escluso dalla squadra di basket della sua scuola, la Laney High School perché l'allenatore non lo ritiene ancora abbastanza bravo. Strano per il futuro che attende il giovane Jordan e, senza perdersi d'animo, si allena per contro proprio in modo da poter rimerdiare l'anno successivo. Finalmente, a 15 anni e 1,80 cm di altezza, riesce a schiacciare per la prima volta in una partita e si guadagna la fama di "dunker" nel corso delle partite e viene inserito nella prima squadra divenendo famoso in tutto il North Caroline e viene convocato nell'Alll Star Game delle High Shcool e, nel 1982, Jordan segna il canestro decisivo allo scadere del tempo, regalando, così, il titolo alla propria squadra e, così, lascia presto l'università (al terso anno), per dedicarsi alla carriera NBA e, nell'estate dell'84, viene scelto per la squadra delle Olimpiadi di Loas Angeles '84, vincendo il suo primo oro: dovete sapere che fino al 1988, nel basket, gli USA usarono una formazione composta solo da giocatori universitari e non professionisti come oggi.
Così nell'autunno del 1984 Michael Jordan su ingaggiato nei Chicago Bulls, una delle peggiori quadre di allora e, con l'arrivo di MJ e degli anni '90, si formerà finalmente una squadra che li porterò ai Playoffs e Jordan viene convocato per la partita degli All Star game nel febbraio dell'85. Purtroppo, per via di un infortunio, non inizia bene la seconda stagione coi Bulls che lo tiene fermo fino al 14 marzo 1986 trascinando i Bulls ai Playoffs. Nella post-season ottiene un risultato incredibile, un record tuttora imbattuto che da solo vale la stagione: segna 63 punti contro i Boston Celtics del grande Larry Bird, che esclamerà a fine partita: "è Dio travestito da Michael Jordan"
Nel 1987-88, durante una partita disputata contro gli Utah Jazz a Salt Lake City, MJ schiaccia in testa a John Stockton (alto "solo" 185cm), un tifoso nel parterre si alza in piedi e urla sdegnato a MJ di provare a schiacciare in testa ad un avversario della sua stessa altezza. Nell'azione successiva, Jordan schiaccia in testa al mastodontico Melvin Turpin (211cm, 13 più di Jordan) e si rivolge al tifoso con un'occhiata divertita per sapere se era grosso abbastanza. Durante le edizioni del 1987 e del 1988 dell'NBA All-Star Game vince alla grande lo Slam Dunk Contest, la gara delle schiacciate, e viene consacrato con il soprannome Air per la sua grandiosa capacità di volare a canestro e restare in aria, suggellata da una storica schiacciata staccando dalla linea del tiro libero. Ma non tutti gli amanti del basket sono convinti del talento di MJ convinti che sia solo un fenomeno passeggero che non lascerà il segno, infatti molti gli preferiscono Magic Johnson (RISPETTO PER UN'ALTRA GRANDE LEGGENDA DEL BASKET).
Arrivano gli anni '90, in cui Michael Jordan ottiene la consacrazione quando, nel campionato del '91, porta i Chicago Bulls ai Playoffs vincendo il titolo per la prima volta nella storia della squadra e vincendo il titolo di MVP. Nella stagione del '92, in molti erano convinti che i Bulls non ce l'avrebbero fatta a tornare in finale, considerando la vincita della stagione precedente solo una "questione di fortuna" e, così, per la seconda volta consecutiva ed anche per la terza, i Bulls vinsero il titolo NBA per la terza volta consecutiva: '91, '92, '93. Ed MJ ottiene il titolo di MVP per tre volte di fila.
Nell'estate del 1992, invece, Jordan viene convocato, insieme ad altre stelle leggendarie dell'NBA, a disputare le Olimpiadi di Barcelona '92, dove per la prima volta, appare una squadra composta da giocatori professionisti e non più universitari ed MJ viene nominato terzo capitano insieme a Larry Bird e Earvin "Magic" Johnson.
Purtroppo il 1993 lascia un profondo e doloroso segno nella vita di Michael: il padre, James Jordan, viene assassinato. Di ritorno dal funerale di un amico decide di fermarsi per riposare un pò, ma due criminali locali lo uccidono nel cuore della notte, rubando la sua Lexus, automobile regalatagli proprio da Michael. Per fortuna, i due delinquenti furono catturati subito, ma per Michael questa fu un'esperienza che segnò la sua vita e decise di ritirarsi dal mondo del basket per dedicarsi al baseball (sport praticato dal padre), giocando da professionista. I giornali e le tv di tutto il mondo, non solo in America, comunicarono la triste notizia che la leggenda del basket lasciava la professione e, per molti tifosi, si avverò il peggiore degli incubi che un tifoso possa avere. La notizia sconvolse anche gli altri grandi del basket e degli altri sports, era come se il mondo perdeva qualcosa che gli apparteneva e non sarebbe stato più lo stesso ed alcuni tra i giocatori amatoriali si presentano ai campi da gioco con il segno del lutto sulla canottiera. Tutto questo perché Michael Jordan è stato il miglior atleta di tutti i tempi.
Così, mentre Michael si dedica alla nuova professione, i Chicago Bulls tirano avanti senza la loro guida ed è la peggior stagione per la squadra dopo molti anni arrivando addirittura ai Playoffs, ma ottenendo solo sconfitte e, nel marzo 1995, viene resa pubblica la notizia che MJ sarebbe tornato a giocare coi suoi compagni di squadra per ripartire da zero a cominciare dal numero: anziché indossare il 23, decide di indossare il 45, numero che aveva quando giocava a baseball da piccolo e suo numero preferito nella vita. Grazie ai vecchi compagni di squadra quali Pippen e i nuovi acquisti Dennis Rodman e il croato Toni Kukoc, per i Bulls ha di nuovo inizio una serie di vittorie consecutive che, nonostante la forza e la bravura però, non riescono a raggiungere i Playoffs, battuti nella partita decisiva dagli Orlando Magic e Nick Anderson dei Magic, durante un'intervista, parla del numero 45 dei Bulls come di un giocatore forte, ma niente in confronto al 23 considerato venerabile ed MJ, sentendosi stuzzicato, dalla partita successiva torna ad indossare il numero 23 pagando una multa per ogni partita di playoff giocata con quel numero, perché nella NBA è proibito cambiare il proprio numero durante il corso di una stagione senza richiedere un'apposita autorizzazione.
Inizia la stagione '96/'97, che vede i Bulls esordire la stagione in maniera superlativa arrivando, a fine stagione, con una media di 69 partite vinte e 13 perse, portandoli a disputare le prime leggendarie finali contro gli Utah Jazz nel 1997, dove i Bulls si aggiudicano il 5° titolo NBA.
 
DA AGGIORNARE!!!!!!!!!!!

IL NUOVO ANNO INIZIA CON GLI SCANDALI: Spot sui bus: "Dio non esiste"

Il 2009 non poteva iniziare peggio: poco fa ho letto una notizia, che mi ha lasciato molto disgustato, che recita: Spot sui bus: "Dio non esiste. Provocazione degli atei: così sfidiamo Bagnasco!"
Non è possibile che nel 2009 si leggono o vedono cose simili.
Si dice che dal 4 febbraio, a Genova, circoleranno dei bus con su questa frase come spot "pubblicitario": "La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno", per far uscire gli atei allo scoperto e per dimostrare che anche loro hanno diritto alla parola.
Ora vorrei dire a colui, o coloro, che hanno detto questa idiozia: CHI HA MAI TOCCATO GLI ATEI E LA LORO INFEDELTA' RELIGIOSA? DA NESSUNA PARTE C'E' SCRITTO CHE NON HANNO DIRITTO ALLA PAROLA. NON SONO MICA PERSONE STUPIDE O DEVIATI MENTALI CHE NON RIESCONO AD APRIRE BOCCA? SE PROPRIO DOBBIAMO DIRLO SIETE PROPRIO VOI ATEI AD OFFENDERE SEMPRE LA NOSTRA RELIGIONE, DICENDO CHE NOI CREDENTI SIAMO SOLO DEI POVERACCI SE CI AFFIDIAMO AD UN QUALCOSA CHE, SECONDO VOI, NON ESISTE.
Cioè io, nel 2009, devo ancora vedere che il mondo in cui viviamo si rivolta sempre di più, anzichè migliorare andiamo sempre col peggiorare e, secondo voi, questo significa essere moderni? Ma fatemi il piacere.
Come ha detto il Mons. Fisichella "Mi sarei aspettato una cosa un pò più originale, anziché una cosa detta e ridetta. Sono frasi vecchie e stravecchie" e sono d'accordo con lui.
IO SONO FIERO DI ESSERE CRISTIANO E CREDENTE E NON ME NE VERGOGNERO' MAI!
Ho solo una parola per definire questa pagliacciata: ESIBIZIONISMO...è l'unica parola che mi viene in mente. Voi atei non fate altro che dire che Dio non esiste...ok, noi cattolici accettiamo questo vostro pensiero e non obblighiamo mai nessuno a credere in Lui, ma la mia domanda è: MA A VOI CHE DIAMINE FREGA SE NOI CI CREDIAMO O MENO? SARANNO FATTI NOSTRI O NO? Quanto siete patetici. In realtà anche voi credete nella Sua esistenza, ma non lo ammettete ne a voi stessi ne agli altri.
Se per voi è un problema, non venite a rompere a noi! DIO E' LA NOSTRA LUCE ED ANCHE LA VOSTRA, CHE LO VOGLIATE O MENO!

P.S.

LA NOTIZIA POTETE TROVARLA QUI - http://genova.repubblica.it/dettaglio/Il-caso-gli-atei-sfidano-Bagnasco-Spot-sui-bus-Amt:--Dio-non-esiste/1574117?ref=rephp

Enrico Iacolare

VACANZE NATALIZIE 2008/2009: TRUFFE DELLA TIM VERSO I SUOI CLIENTI CON L'AIUTO DI SOCIETA' SCONOSCIUTE

Il Natale 2008 è stato un piacevole periodo per me, se non fosse stato per un piccolo episodio al quanto fastidioso accaduto proprio nei "giorni caldi" delle feste natalizie.
Il 23 dicembre mattina ho effettuato una ricarica di 10€ sul mio cellullare e, subito dopo aver effettuato la ricarica, mi arriva l'sms del 4916 in cui sono avvisato che il mio credito è di 6€,50 e penso: "Vabbè, saranno i soldi della scorsa 'sos ricarica', anche se avrebbero dovuto scalare solo 3€." La sera stessa ho fatto una telefonata della durata di un minuto scarso e, quando la sera successiva provo a fare una telefonata, mi dicono che il mio credito è esaurito, il che è strano dato che dopo quella telefonata di un minuto avevo ancora i miei 6€,50. Così faccio un'altra ricarica, questa volta da 5€, e alla fine dell'operazione mi risulta avere nel cellulare un solo euro...cosi, alterato, chiamo la Tim per sapere come mai avevo solo un euro dopo aver caricato 15€ nel corso di un giorno e loro mi rispondono dicendo che dal mese di settembre avevo attivo un servizio a pagamento che consisteva nel mandarmi suonerie sul cellulare ed ho risposto che non era possibile perché io non ho mai attivato un servizio del genere e loro mi hanno ribattuto dicendomi che, evidentemente, non avrò risposto ad un loro sms che avranno mandato non so quando e che se non rispondi "no" all'sms, in pratica ti viene attivato questo servizio sul cellulare senza che tu ne sappia nulla ed ogni volta se ne va una ricarica senza che tu abbia fatto una telefonata. Così, gli operatori della tim mi dicono che si sarebbero preoccupati del caso e che avrebbero risolto la questione. Il bello è che, da settembre a quel giorno, non mi è mai arrivata nessuna suoneria. Così faccio un'altra ricarica di 5€ e i soldi, per fortuna, non spariscono.
La mattina di Natale cosa succede....mi sveglio a causa di alcuni suoni emanati dal mio cellulare consecutivamente pensando che fosse la sveglia e, invece, erano dei messaggi di gossip e indovinate un pò....una suoneria nuova nuova; così richiamo la tim per dire loro che, nonostante le promesse e l'sms di conferma che il servizio fosse stato disattivato, mi sono arrivati questi sms e questa suoneria e mi sono incazzato parecchio, perché mi avevano detto che avrebbero risolto la situazione e invece col cavolo e i 3€ che mi erano rimasti nel cellulare sono svaniti e gli operatori della tim mi hanno detto di richiamarli dopo qualche giorno perché nei giorni di festa erano troppo intasati. E così, di nuovo fino al 31 mattina li ho richiamati spiegando loro ogni volta, dall'inizio, il problema dicendo sempre le stesse cose e, finalmente, il servizio è stato disattivato definitivamente, ma se alla prossima ricarica dovesse ripetersi tutto, dovrò prendere provvedimenti seri...e che facciamo i loro fessi? Mi hanno rubato 30€ nelle feste ed ho fatto si e no 5 minuti di telefonate, bastardi che non sono altro.
Purtroppo non penso di denunciarli perché sicuramente avranno già il culo coperto, quindi mi dovrò arrangiare come meglio credo.
Grazie!

OGGI HO VISTO MORIRE UN UOMO IN STRADA

Era iniziata una giornata come tante altre per me stamattina, mentre aspettavo il mio amico Pasquale per andare a Napoli a sbrigare delle commissioni. Appuntamento alle 11 ed eccoci immersi in una città che pullula di rumori e caos. Tra i vari "stop" dei semafori imbocchiamo una galleria e, all'improvviso, la mia attenzione è colpita da un motorino capovolto a terra e, pochi secondi dopo, mi accorgo che a terra c'era colui che lo stava guidando. Letteralmente urlo al mio amico, in modo molto agitato, di fermarsi per vedere cos'era successo (anche se era abbastanza chiaro, ma nel panico...) e altre persone, come noi, si sono fermate per soccorrere quel povero uomo, immobile, a terra. Nella confusione del traffico ho iniziato a pregare ininterrotamente chiedendo a Dio di non lasciarlo morire e di perdonarlo per tutti i suoi peccati, mentre qualcuno ha chiamato i soccorsi; io e Pasquale abbiamo cercato di raggiungere un posto vicino dove cercare aiuto, senza ottenere alcun esito.
Così subito dopo siamo tornati sul luogo dell'incidente dov'era finalmente arrivata l'Ambulanza che ha amplificato le mie speranze nei confronti della sorte di quel povero uomo...ho corso sul luogo in cui si trovava, col cuore che batteva più che mai, illudendomi che le mie preghiere fossero servite a qualcosa e, invece, scorgo un telo bianco da lontano...era il suo corpo, ormai senza più la sua anima, completamente coperto dalla testa ai piedi. Era morto.
Appena Pasquale mi ha avvisato, confermando quello che pensavo, i miei occhi hanno lasciato spazio solo alle lacrime e siamo andati via...non c'era più nulla che potevamo fare.
Fino al mio ritorno a casa ho pensato a com'è strana la vita, a com'è strano il fatto che, delle volte, ci sono delle giornate in cui puoi provare delle emozioni così forti per qualcuno che non hai mai visto e che non rivedrai mai più per il resto della mia vita. E' molto evidente che, in queste righe, si possa notare che sono ancora scosso dall'accaduto: posso dire che non mi era mai successo qualcosa di simile...vedere un uomo lì, per terra, che sta morendo e tu non puoi far nulla per aiutarlo...ogni tanto piccoli movimenti delle gambe, una sensazione di brivido alle sue braccia, il sangue che fuoriusciva a "fontanella" dal naso, l'asfalto pieno di sangue...poi il nulla.
Ne hanno anche parlato poco fa al telegiornale dove ho potuto ottenere qualche scarsa notizia su di lui: era il propietario di un locale dove hanno fatto presenza grandi artisti napoletani, tra cui Massimo Troisi.
Oggi ho visto morire un uomo per strada. Un'esperienza che non auguro a nessuno. Pace all'anima sua!

Enrico Iacolare

 

 
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Quei pochi rimasti buoni, ma trasformati in "roba commerciale" da quelli che erano, infatti preferisco le loro vecchie canzoni.
Gruppi secondari
Elenco delle bands che più amo!
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Queste sn soltanto alcune delle canzoni e dei gruppi che ascolto, sarebbe impossibile descrivere tutta la discografia ke posseggo e tt la musica ke ascolto! ;)
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